Sfagno
Muschio di torbiera essiccato: per margotte aeree, copertura superficiale e recupero yamadori.
Lo sfagno è muschio essiccato di torbiera, e nella pratica bonsai svolge tre funzioni distinte. La prima è la margotta aerea: avvolto attorno a un anello di corteccia incisa sul ramo, lo sfagno umido fornisce alle nuove radici l'ambiente ideale — umido, acido, sterile, ben aerato — per emettersi nel giro di sei-otto settimane. La seconda è la copertura superficiale: uno strato sottile di sfagno tritato sopra il substrato di un esemplare appena rinvasato riduce l'evaporazione e protegge le radici superficiali dallo shock termico estivo. La terza è il salvataggio di yamadori: gli alberi raccolti in natura, con radici troncate e stressate, recuperano meglio se la zolla radicale viene avvolta in sfagno per la prima stagione.
La qualità conta moltissimo. Lo sfagno neozelandese a fibra lunga (Sphagnum cristatum) è lo standard: filamenti di 8–15 cm, struttura aerata, capacità trattenente massima. Lo sfagno cileno è una buona alternativa più economica. Il "muschio essiccato" venduto in pacchetti generici al garden center è quasi sempre Hypnum o muschi comuni — non hanno la struttura porosa dello sfagno vero, trattengono meno acqua, non hanno le proprietà antibatteriche.
Non è un substrato permanente. Va rimosso o accettato come substrato a perdere — entro un anno o due si decompone, e la zona dove si è decomposto diventa compatta e potenzialmente asfittica per le radici.