Pomice nera italiana
Pomice basaltica dei vulcani italiani (Etna, Vesuvio): scelta locale economica e densa.
La pomice nera italiana è una scelta razionale per il bonsaista mediterraneo. Etna e Vesuvio producono da millenni materiale vulcanico chimicamente affine a quello giapponese — l'origine geologica è la stessa, lava porosa solidificata — ma con costi di trasporto e dazi nulli rispetto all'importazione dal Giappone o dalla Turchia.
La composizione basaltica conferisce alla pomice nera italiana una densità leggermente superiore (550–650 kg/m³ contro 400–500 della pomice di Lipari) e un contenuto minerale più ricco di ferro e magnesio. Per l'olivo, il leccio, il pino marittimo e in generale le specie autoctone mediterranee, è una scelta sensata — non è solo un substrato, è un substrato che condivide l'ecologia della pianta.
Lo svantaggio principale è la standardizzazione. La pomice giapponese arriva in sacchi sigillati con granulometria garantita; la pomice etnea spesso arriva sfusa, mescolata, con percentuale di polvere variabile. Va sempre vagliata con setaccio a maglia 2 mm per togliere la frazione fine, e con setaccio 12 mm per togliere i ciottoli oltre calibro. Il lavoro extra ripaga in costo: un sacco da 20 kg di pomice etnea costa quanto un sacco da 14 L di pomice importata.