Pomice
Roccia vulcanica leggera: il cavallo di battaglia strutturale di ogni miscela bonsai.
La pomice è il cavallo di battaglia strutturale di ogni miscela bonsai. Roccia vulcanica formatasi per rapida solidificazione di lava ricca di gas, è leggera, porosa, chimicamente inerte e meccanicamente stabile. Mentre l'akadama porta ritenzione idrica e capacità di scambio cationico, la pomice porta drenaggio, ossigenazione, e durata: i tre fattori che fanno la differenza fra un substrato che dura una stagione e uno che dura sei.
In miscela standard, la pomice copre dal 30 al 50% del volume. Per yamadori appena raccolti o per piante in recupero radicale si arriva al 100% pomice: in queste fasi la pianta deve emettere radici nuove, e nulla stimola la radicazione quanto un substrato perfettamente drenante e ossigenato. Per conifere mature in rifinitura, la proporzione classica è 1:1:1 con akadama e lapillo.
Una nota di attenzione: in commercio circolano pomici di provenienza ed estrazione molto diverse. La pomice troppo bianca, troppo leggera, troppo polverosa è di qualità inferiore — tende a frantumarsi, a galleggiare, o a compattare. La pomice grigia-beige di densità apparente attorno ai 500 kg/m³ è quella giusta. Nota su vermiculite e perlite: NON sono sostituti della pomice. La vermiculite collassa in poche settimane sotto l'irrigazione; la perlite galleggia e finisce per emergere in superficie creando un mosaico antiestetico. I bonsaisti italiani le evitano.