Lapillo vulcanico
Frammenti di lava italiana: drenaggio massimo, durata pressoché eterna.
Il lapillo è materiale piroclastico — lava espulsa, raffreddatasi in volo, ricaduta al suolo in frammenti che vanno dal grano di sabbia al sasso. La sua struttura cristallina chiusa lo rende esattamente l'opposto della pomice: poca ritenzione idrica, drenaggio massimo, durata pressoché eterna. È il componente che impedisce alla miscela di compattarsi negli anni.
In Italia il lapillo costa pochi euro al sacco — è materiale da paesaggistica più che da bonsai — e la qualità è generalmente buona. Va però sempre vagliato: i lotti commerciali contengono polvere e frammenti irregolari. La granulometria 2–6 mm è quella standard per bonsai medi; per shohin si scende a 1–3 mm.
Nella miscela classica per conifere (akadama-pomice-lapillo 1:1:1), il lapillo ha tre funzioni: drena rapidamente l'acqua in eccesso dopo l'irrigazione, mantiene canali d'aria fra i granuli più morbidi, e rilascia lentamente micronutrienti basaltici (ferro, soprattutto) che le conifere apprezzano. Per gli olivi alcuni maestri arrivano al 60% lapillo, sfruttandone l'affinità geologica con il terreno mediterraneo nativo della pianta.