Bentonite
Argilla espandibile: additivo per climi aridi, mai componente principale.
La bentonite è argilla espandibile — quando bagnata aumenta di volume da due a quindici volte, a seconda della varietà. La sua presenza nel mondo del bonsai è marginale ma reale, soprattutto fra i bonsaisti del Sud Italia e dei climi mediterranei aridi dove la disidratazione estiva è il problema dominante della stagione vegetativa.
Si usa in piccole percentuali, mai come componente principale. Il 3-8% del volume totale aggiunto a una miscela drenante (per esempio: 40% akadama, 35% pomice, 20% lapillo, 5% bentonite) aumenta significativamente la capacità trattenente senza compromettere la struttura. Sopra il 10% si rischia che la bentonite, rigonfiando, occluda i pori della miscela e la trasformi in una pasta compatta.
La distinzione importante è fra bentonite calcica e bentonite sodica. La calcica (di origine italiana, principalmente sarda) rigonfia meno e ha comportamento più prevedibile in vaso. La sodica (americana, Wyoming) rigonfia molto di più ed è meno indicata per il bonsai. Etichetta o scheda tecnica del fornitore vanno controllate prima dell'acquisto.
Per acidofile, azalee, camelie: da evitare, il pH alcalino confligge con il pH del substrato di kanuma. Per la maggioranza dei casi italiani — pini, ginepri, olivi, latifoglie in clima caldo — è un additivo onesto, economico, da considerare quando si vuole tirare un po' verso l'alto la ritenzione idrica senza spendere in zeolite.