Doppio tronco
Due tronchi che condividono la stessa base radicale, uno principale e uno secondario.
Il sokan presenta due tronchi che si dipartono dalla stessa base radicale: il primo (chiamato oyaki, padre) più grosso e alto, il secondo (koki, figlio) più sottile e basso, posizionato quasi sempre davanti al principale. La differenza di dimensione è marcata: il tronco secondario non deve superare i due terzi del primario, né in altezza né in spessore.
In natura corrisponde alla situazione in cui un albero giovane è germogliato accanto a un albero adulto, e i due si sono fusi alla base radicale crescendo insieme. È relativamente comune in alcune specie a forte rigetto basale (tigli, faggi, querce); meno frequente in conifere, dove il sokan si costruisce più spesso in coltivazione partendo da un soggetto con un secondo tronco basso.
La firma estetica è il rapporto fra i due tronchi: devono raccontare una storia di parentela, non di rivalità. Il tronco secondario è in funzione del primario — completa la composizione, riempie spazi che il principale lascerebbe vuoti, ma non compete per la dominanza. Le rami dei due tronchi non si sovrappongono mai; ognuno occupa il proprio spazio.
La difficoltà tecnica è il bilanciamento: la chioma deve essere armonica come un'unica composizione, non sembrare due alberi sovrapposti. Si lavora per anni sulle ramificazioni dei due tronchi in modo coordinato, decidendo quale lato del soggetto ospita la maggior parte del fogliame e quale è invece arieggiato.