Inclinato
Tronco diritto ma inclinato di 30–60 gradi rispetto alla verticale, come spinto da un vento dominante.
Il shakan mostra un albero spinto fuori asse dalla forza del vento o della pendenza del terreno. Il tronco resta diritto — non sinuoso come nel moyogi — ma è inclinato di 30–60 gradi rispetto alla verticale, e l'apparato radicale risponde a questa inclinazione esponendo radici robuste sul lato opposto, quasi a fare contrappeso.
In natura corrisponde ad alberi cresciuti su versanti ventosi o su pendici a falesia: l'albero ha trovato il suo equilibrio dinamico, e il tronco resta diritto perché continua a crescere verticalmente nonostante l'inclinazione di base. Le conifere alpine sono i soggetti naturali di questa forma — pini silvestri sui crinali, ginepri sulle pareti rocciose, larici sui ghiaioni di alta quota.
Per riconoscere uno shakan ben fatto: l'inclinazione del tronco deve essere costante (non si curva tornando indietro come nel moyogi); la prima ramificazione esce dal lato opposto a quello di inclinazione, dando l'impressione che l'albero stia bilanciando il proprio peso; il nebari è marcatamente asimmetrico, con radici visibili più sviluppate sul lato a monte. La silhouette complessiva deve trasmettere movimento e tensione, non riposo.
La difficoltà tecnica risiede nella scelta del fronte: in shakan il fronte si decide in funzione dell'inclinazione, e una volta scelto non si torna indietro — anni di lavoro sulle ramificazioni si sviluppano in funzione di quella prospettiva. È uno stile che richiede una visione iniziale chiara.