Eretto formale
Uno dei dieci stili classici, il più semplice da descrivere e il più difficile da eseguire bene.
Il chokkan è lo stile più semplice da descrivere e il più difficile da eseguire bene. Tronco verticale, perfettamente diritto dalla base alla cima, rastremato in modo regolare; rami che si dispongono in piani orizzontali via via più piccoli salendo, con il primo ramo significativo a circa un terzo dell'altezza totale.
È la forma del bonsai che la maggior parte delle persone si immagina senza aver mai studiato un libro — e questa apparente ovvietà è esattamente il problema: ogni difetto si vede subito, perché non c'è movimento del tronco a distrarre l'occhio dalla geometria.
La forma viene dal modo in cui certe conifere, in particolare gli abeti e i pini neri, crescono in pieno sole su terreno fertile e senza vento dominante: l'albero non ha ragione di curvarsi, e mette tutta la sua energia in una crescita verticale regolare. Lo stile chokkan, in tradizione giapponese, replica questa condizione ideale — è in qualche modo il ritratto della pianta in pace, il contrario del fukinagashi (battuto dal vento) o del bunjingi (contorto dalla povertà del suolo).
Per riconoscerlo a colpo d'occhio, tre indizi: il tronco non deve mai cambiare inclinazione (nemmeno di pochi gradi); i rami devono essere disposti in modo alternato — destra, sinistra, posteriore, e mai due allo stesso livello dalla stessa parte; la silhouette complessiva, vista frontalmente, deve essere asimmetrica nonostante il tronco diritto, perché i rami non sono equidistanti dalla base.
La difficoltà tecnica reale è la rastremazione: ottenere un tronco che si assottigli in modo continuo richiede dieci o dodici anni di lavoro paziente sulla cima e sulle aste posteriori, cosa per cui non ci sono scorciatoie. È, per chi inizia, lo stile da cui imparare a vedere — non necessariamente il primo da provare.