Olmo campestre
Olmo nostrano di grande vigore, che ricaccia da ogni punto del fusto e perdona quasi ogni errore di potatura.
L'olmo campestre è probabilmente la latifoglia più indulgente che si possa mettere in mano a un principiante. Ricaccia da qualsiasi punto del legno, anche dal ceppo, cresce in fretta, tollera vasi piccoli e produce una ramificazione fine con pochissimo lavoro. La foglia è asimmetrica alla base e si riduce con facilità.
Vive all'aperto tutto l'anno sul nostro versante, in pieno sole o mezz'ombra indifferentemente, e chiede solo annaffiature regolari perché in vaso beve molto. Substrato akadama 60 / pomice 40, concimazione generosa da marzo a settembre. È tra le specie che meglio si prestano al recupero di piante di campo raccolte nelle nostre colline.
La tecnica di riferimento è il taglia-e-lascia-crescere: si lascia allungare il germoglio fino a cinque o sei foglie, poi si accorcia a due, ripetendo per tutta la stagione. Va detto con onestà che il genere Ulmus è soggetto alla grafiosi, la malattia fungina trasmessa da un coleottero: soggetti che deperiscono a rami interi vanno isolati e gli attrezzi disinfettati.