Pino mugo
Pino di alta quota, cespuglioso e resinoso, che non risponde al decandling e va lavorato con pazienza sulle gemme.
Il mugo è il pino delle nostre montagne, un arbusto contorto che nei circhi appenninici cresce a poche decine di centimetri all'anno. Ha aghi corti per natura, gemme numerose lungo il ramo e una corteccia che matura presto: sulla carta è un candidato ideale al bonsai, nella pratica è uno dei pini più ostici da gestire in pianura.
Il problema è il clima. Abituato all'aria fresca e secca di quota, sul versante adriatico soffre le notti calde e umide di luglio e agosto, quando la vegetazione si allunga e i funghi radicali trovano terreno facile. Va tenuto in posizione ventilata e alta, con substrato minerale drenante — pomice 50 / akadama 30 / lapillo 20 — e annaffiature misurate.
Non fatelo mai decandlare come il pino nero: il mugo emette un solo flusso di crescita all'anno, e tagliare le candele in giugno significa perdere la stagione. Si lavora invece in due tempi, scelta e accorciamento delle candele in primavera e diradamento degli aghi vecchi a fine estate, per far entrare luce nell'interno della chioma.