Fillirea
Sempreverde della macchia dal legno durissimo, simile a un olivo in miniatura, che ricaccia bene anche dal vecchio.
La fillirea è una delle piante meno conosciute e più interessanti della macchia mediterranea. Ricorda un olivo selvatico in scala ridotta — è della stessa famiglia — con foglie opposte, coriacee e lucide, corteccia grigia che si screpola finemente e un legno di durezza notevole. Nelle vecchie ceppaie della nostra costa si trovano fusti già naturalmente contorti.
Si adatta perfettamente al clima del versante adriatico: pieno sole, siccità, vento salmastro non la spaventano. Substrato molto drenante, pomice 40 / akadama 40 / lapillo 20, con annaffiature moderate; teme i ristagni invernali più di ogni altra cosa. La crescita è lenta ma continua, e la concimazione va tenuta leggera per non ingrossare le foglie.
La qualità che la rende preziosa è la capacità di emettere gemme avventizie dal legno vecchio e dal ceppo, come l'olivo: si possono quindi ricostruire chiome intere su fusti raccolti. La potatura strutturale si fa a fine inverno; in stagione si pizzicano i germogli per infittire. Dopo una raccolta servono almeno due anni prima di toccare le radici.