Carpino nero
Latifoglia autoctona delle nostre colline, dal legno durissimo e dalla ramificazione naturalmente fitta.
Il carpino nero è l'albero che riveste i versanti calcarei dell'Appennino marchigiano, spesso insieme alla roverella. Ha corteccia scura e screpolata, foglie ovali con nervature marcate e una ramificazione che si infittisce da sola, senza troppi interventi. In autunno le infruttescenze pendule, simili a piccoli luppoli, restano decorative a lungo.
È perfettamente adattato al nostro clima e vive all'aperto tutto l'anno, sopportando bene sia il gelo sia la siccità estiva, purché il vaso non asciughi del tutto. Substrato akadama 60 / pomice 40, concimazione moderata: eccessi di azoto producono foglie grandi e internodi lunghi che poi si faticano a riportare in scala.
Il materiale migliore arriva dal recupero di ceppaie di bosco, che ricacciano con vigore. La potatura strutturale si fa a fine inverno, sul legno nudo, dove la fitta ramificazione si legge bene; in stagione si accorciano i germogli a due foglie. Il legno è durissimo e le ferite si chiudono lentamente, quindi conviene lavorare per tagli progressivi.