L'olivo è la specie identitaria del bonsai italiano. Soggetti yamadori raccolti dai vecchi oliveti del Piceno e del Maceratese mostrano cortecce contorte e legni morti naturali che nessun lavoro tecnico può replicare — il tempo li ha già scolpiti.
In coltivazione bonsai accetta ogni cosa tranne il freddo intenso e i ristagni: substrato minerale al 90% (akadama, pomice, lapillo), vaso non troppo piccolo nei primi tre anni post-raccolta, posizione assolata. La fertilizzazione è moderata; eccessi azotati danno foglie troppo grandi e perdita di carattere.
La firma stagionale è la potatura di fine inverno: si tolgono i succhioni interni, si arieggia la chioma, si lascia che la nuova vegetazione si ridistribuisca sui rami strutturali. Pizzicatura continua durante l'anno per mantenere foglie piccole.