Ginepro sabino
Ginepro montano dal fogliame denso e dall'odore pungente, magnifico da yamadori ma lentissimo a riprendersi dai lavori.
Il sabino è il ginepro delle nostre montagne calcaree, un arbusto prostrato che nei secoli si contorce fra le rocce. I soggetti raccolti mostrano legni morti naturali e vene di linfa strettissime, la materia prima ideale per shari e jin. Il fogliame, sfregato, emette un odore acre inconfondibile.
È specie di quota, abituata ad aria secca e inverni lunghi; nella fascia costiera soffre l'umidità estiva e va tenuta molto arieggiata, meglio su un ripiano alto e ventilato. Substrato minerale al 90%, pomice 50 / lapillo 30 / akadama 20, con annaffiature parche. Il ristagno lo uccide in silenzio, marcendo le radici prima che il fogliame dia segnali.
Il motivo per cui è classificato avanzato è la lentezza di reazione: dopo una raccolta o un rinvaso servono due o tre stagioni di riposo assoluto prima di toccare le radici o filare. Chi ha fretta lo perde. Attenzione anche alla linfa, che contiene sostanze irritanti e tossiche: guanti sempre, e mai bruciare i residui in ambienti chiusi.