Il ginepro cinese, in particolare la cultivar itoigawa del Giappone montano, è una delle specie più amate del bonsai contemporaneo. Si lavora bene su soggetti maturi: il legno morto (jin, shari) è la sua espressione più autentica, e si crea con la stessa pazienza con cui un orafo finisce un cesello.
La regola d'oro è non tagliare mai con le forbici sulla foglia squamosa: il taglio fa imbrunire le punte e rovina l'estetica per mesi. Si pizzicano i nuovi getti con le dita non appena raggiungono i 4–5 mm. La fertilizzazione è abbondante in primavera e contenuta in piena estate.
Sui banchi del Circolo abbiamo tre soggetti decennali innestati su Juniperus chinensis sabina che mostrano la trasformazione completa del nebari in dieci anni di coltivazione attenta.