Il faggio è la specie più difficile fra i latifogli del territorio italiano. Tollera male il sole estivo, chiede acqua costante, reagisce lentamente alle correzioni: una stagione persa con il faggio è una stagione persa davvero.
In coltivazione bonsai si raccoglie yamadori dalle faggete dei Sibillini sopra i 1000 m, dove i soggetti naturalmente piccoli per esposizione e povertà di suolo offrono già le caratteristiche di una pianta da bonsai. Substrato akadama 50 / pomice 30 / kanuma 20 (la kanuma è acida e ricalca il pH del bosco).
La firma estetica del faggio è la persistenza fogliare invernale: le foglie secche restano sul ramo fino alla primavera successiva, dando al soggetto una silhouette ruggine che attraversa tutto l'inverno. Una caratteristica unica fra i nostri latifogli.